IL VESCOVO DI TERNI
1659 103. Una volta mentre predicava al popolo di
Terni nella piazza davanti all'episcopio, il vescovo della
città, uomo saggio e spirituale, assisteva al sermone.
Terminato che fu, il vescovo si alzò e, fra altre parole
di Dio, rivolse al popolo questa esortazione: «Da quando
cominciò a piantare e edificare la sua Chiesa, il Signore
non ha mai cessato d'inviare uomini santi, i quali con la
parola e l'esempio l'hanno sostenuta. E in questi ultimi tempi
egli ha voluto illuminarla per mezzo di questo uomo poverello,
semplice e illetterato» - e così dicendo mostrava
con il dito Francesco a tutto il popolo -. «Per questo
siete tenuti ad amare e onorare il Signore, e a guardarvi
dai peccati: poiché non ha fatto a tutte le nazioni
un dono simile».
Concluso che ebbe il discorso, il vescovo scese dal luogo
dove aveva parlato ed entrò con Francesco nella chiesa
cattedrale. Allora il Santo si inchinò davanti al vescovo
e si prostrò ai suoi piedi dicendo: «In verità
ti dico, messer vescovo, che finora nessuno mi ha fatto a
questo mondo un onore grande come quello fattomi oggi da te.
Gli altri dicono: - Questo è un santo uomo! -, attribuendo
gloria e santità alla creatura e non al Creatore. Ma
tu, da uomo sagace, hai separato la materia preziosa da quella
vile».